Il Violinista

Negli ultimi anni la Medicina dell’Arte ha dato molte indicazioni utili per limitare e/o prevenire i frequenti disturbi muscolo-scheletrici che un violinista può presentare durante i suoi anni di studio e di carriera musicale.
L’intento di questo articolo è quello di riassumere alcune nozioni principali, atte a prendere coscienza di alcune parti del corpo specifiche per l’uso di questo strumento. Il titolo che ho scelto, inquadra perfettamente le caratteristiche posturali del violinista. Suonare il violino infatti, significa inclinare e ruotare il capo a sinistra (nel caso dei musicisti destrimani), in maniera tale da poter posizionare il mento sulla mentoniera.
Inevitabilmente, oltre al convenzionale archetto con cui si suona, il rachide cervicale del violinista diventerà il “secondo archetto”.

In tal maniera la testa sarà meno inclinata-ruotata e lo sguardo del violinista non punterà verso il basso. Questo utile suggerimento presuppone però due condizioni essenziali:
- Avere un buon tono muscolare e controllo della scapola perchè la spalla sinistra rimarrà bassa e quindi in posizione scomoda.
- Diminuire il carico del muscolo deltoide con dello stretching mirato.

Proseguendo nell’analisi posturale, qualora il violinista enfatizzi l’inclinazione della testa, potrà compensare a livello toraco-lombare con una piccola scoliosi. Questa situazione può innescare delle algie, che se protratte nel tempo, diventeranno croniche. Bisogna allora mantenere una buona mobilità di ogni segmento della colonna vertebrale (necessari in questi casi trattamenti di Terapia Manuale, Rieducazione Posturale o con esercizi specifici di Pilates),
per ridurre notevolmente il carico funzionale ed i compensi derivati dell’uso del violino.
Non dobbiamo tralasciare il lato destro, poiché anch’esso può presentare dei problemi a livello della spalla. Normalmente questo lato sostiene e manovra l’archetto. Nel far questo, vediamo che a volte la spalla destra si sporge eccessivamente in avanti (antepulsione), causando possibili tendiniti dei muscoli della cuffia dei rotatori. Tale problema è consequenziale di uno scarso controllo muscolare della scapola che, non sostenendo bene l’omero, aumenta
eccessivamente il carico sulla regione anteriore della spalla. Rinforzare il muscolo gran dentato, il muscolo gran dorsale, i romboidi ed i muscoli della cuffia dei rotatori e fare stretching del muscolo piccolo pettorale è utile per prevenire questi disturbi.
Analizzando infine gli aspetti ergonomici, vediamo alcune indicazioni sulle varie posizioni.
Quando il violinista è seduto, spesso rischia d’inclinare il busto su lato sinistro (ingrandendo la curva del “secondo archetto”). Per contrastare questo problema si ci deve sedere caricando con misura uguale su entrambe le tuberosità ischiatiche (parte ossea del bacino posteriore ai glutei). Necessario risulta anche poggiare bene i piedi, con la piante ben aderenti al pavimento e le ginocchia flesse intorno ai 90°. Così facendo il tronco sarà più stabile e libero allo stesso tempo.
La posizione dei piedi è un elemento fondamentale anche nella stazione eretta. L’ideale sarebbe avere le gambe divaricate alla stessa ampiezza del bacino; portare un po’ più avanti il piede sinistro e flettere impercettibilmente il ginocchio dallo stesso lato, in tal modo il violinista avrà una base stabile sulla quale sviluppare dei movimenti equilibrati.
A volte quando si suona in piedi la posizione eccessiva di antepulsione delle braccia porta il baricentro del violinista in avanti il compenso che ne risulterà sarà un’antiversione del bacino (portando il sedere all’indietro), aumentando così la lordosi lombare.
Allo stesso modo risulta bilanciare bene il corpo ed allungare i seguenti muscoli: ischio-crurali, ileo-psoas, erettori del dorso e quadrato dei lombi.Un suono così “armonioso” di questo strumento contrasta invece con una postura spesso “disarmonica”.
Prevenire quest’ultime con corretti accorgimenti significa dar la possibilità al musicista di non “piegarsi” allo strumento, ma di adattare la posizione dello strumento alle proprie necessità.

Dott. Gianfranco Mazzone